Chiamaci: +385 51 232 016

Cancelli di legno - in un muro a secco

Drvena vrata za suhozide - lese - Holztür von Trockenmauern - wooden door of dry stone walls

 

          I cancelli in legno (lese, zatoke) venivano sistemati nei punti di accesso (klanac, klančić, staza) e di passaggio tra i lotti. La loro larghezza misurava tanto quanto era necessario al passaggio dell’asino con il suo carico. Se il cancello si trovava sulla via, corrispondeva a detta larghezza, mentre i cancelli posti tra le parcelle erano delimitati da una corda. I punti da cui passavano solo le pecore erano più stretti, mentre quelli tra le parcelle confinanti, da cui si passava con gli asini e i cavalli, più larghi. Il cancello singolo rendeva possibile la comunicazione tra le parcelle e il sentiero, mentre vi si passava con le pecore e i muli carichi. Quando, nella seconda metà del secolo scorso, vennero gradualmente introdotti mezzi di trasporto meccanici, si rese necessario allargare i passaggi. Alcuni furono allargati di modo che i cancelli singoli andarono sostituiti da quelli doppi.


          Per costruirli, si usava il legno più resistente. Il ginepro (smreka; nella parte meridionale dell’isola: breka /Juniperus oxycedrus/) andava tagliato nel periodo di quiete, tra ottobre e aprile, dopo il plenilunio, al fine di assicurare una qualità duratura (…da dura duže, da ne propade … zbišivi). Doveva poi venir ripulito dalla corteccia. Due grossi pali, alti circa 1,5 m, venivano usati come stipiti (vratnice). 
Uno era un po’ più lungo, perché doveva avere la funzione di asse portante e la sua parte inferiore veniva conficcata nel terreno, oppure andava sistemata sotto una lastra di pietra. I 2 pali verticali venivano collegati da bastoni di frassino o ginepro. Nello stipite si effet­tuavano 7–8 buchi per conficcarvi altri paletti. Da una parte, alcuni di questi paletti sporgevano di molto, mentre dall’altra, cioè sullo stipite portante, appena un poco. Nel caso che il buco non corrispondesse al bastone, lo fissavano con un cuneo (kunj) di legno. Bisognava fissare separatamente il cancello di legno sul palo (stožer) di ginepro, su cui erano stati lasciati attaccati alcuni rami precedentemente accorciati, e che servivano per esser incuneati nel muro a secco.

 

          Per far ciò, si rendeva necessario abbattere l’estremità del muro e ricostruirla interamente di modo che i rami del palo fossero fissati al suo interno, tra le pietre sistemate a croce (križ). Anche l’estremità doveva essere interrata. Il cancello veniva posto all’interno della parcella e bisognava fare particolare attenzione che, al momento dell’apertura del cancello, esso ritornasse nella sua posizione iniziale. Andava fissato al palo di legno con lo spago o il filo di ferro e, per evitare che qualcuno lo aprisse spingendolo (rival va nju), veniva pure „chiuso a chiave“ (zaveružit) per così dire. Tagliavano un pezzo di ginepro facendo in modo di lasciare dei rami a forma di lettera »V« e lo fissavano nel muro a secco, nella parte in cui il cancello non era attaccato al palo. Attraverso l’apertura veniva inserito un uncino (kučica), ricavato pure esso dal legno di ginepro. Più tardi aggiunsero al bastone un cappio di fil di ferro, attraverso il quale s’inseriva l’uncino.


          La costruzione di un buon cancello che duri per decenni è un lavoro prettamente maschile.  Per farlo, è necessario saper scegliere il ginepro (Imet oko za to … videt ka bi bila najboja. Ni bilo samo poseć smreku i okaštrit. Je trebalo nać pravu! I pokle ogulit … su znali kada treba seć za udelat onako da dura.). Le conoscenze relative alla realizzazione di un cancello resistente si trasmet­tevano da generazione a generazione, sia grazie all’osservazione attenta, sia grazie alla partecipazione ai lavori. I giovani di circa 15 anni aiutavano nella fase di preparazione del legno, ma anche della costruzione vera e propria. Ogni pastore doveva essere capace di costruire un cancello. Ancor oggi si realizzano cancelli di legno, ma sempre più spesso vengono sostituiti da quelli nuovi eseguiti in ferro o rete, da porte improvvisate fatte di legno, da pareti di vecchi letti o semplicemente da rami secchi buttati alla meno peggio.

 

Contributo alla Ricerca sull'Allevamento Tradizionale di Pecore nell'isola di Cherso

Autor: Marina Jurkota Rebrović

Contatto

Aperto:

Marzo-Maggio dalle 9 alle 15/ chiuso domenica /
Giunio-Settembre dalle 9 alle 19 tutti i giorni

Indirizzo:

Puntarka nova d.o.o.
Nikole Tesle 17
HR - 51550 Mali Lošinj

Codice fiscale :

HR90627068602

ID code:

HR-B-51-040164898

Telefono :

+385 51 232 016

E-mail:

puntarka@ri.t-com.hr